VITTORIA DEL CENTRO DESTRA IN DANIMARCA

di Francesco Butini


L'alleanza di centro destra in Danimarca ha vinto le elezioni politiche il 20 novembre 2001, dopo otto anni di governo della sinistra socialdemocratica.

Il risultato elettorale apre le porte alla formazione di un nuovo governo di centro destra, che vedrà sicuramente i Liberali di Anders Fogh Rasmussen in una posizione preminente. Mancano ancora da assegnare i 4 seggi relativi alla Groenlandia e alle Isole Feroe.

La coalizione di sinistra, che ha sostenuto il governo uscente del socialdemocratico Poul Nyrup Rasmussen (omonimo del leader dei Liberali), ha subito una sconfitta rilevante, soprattutto per i Socialdemocratici del primo ministro.
Infatti, i Socialdemocratici (Socialdemokratiet) hanno raccolto poco più di un milione di voti, pari al 29,1% dell'elettorato, con una perdita del 6,8% rispetto alle precedenti elezioni politiche del 1998.
Il Partito Popolare Socialista (Socialistik Folkeparti) è passato dal 7,6% del 1998 al 6,4% del 2001, con una perdita dell'1,2%. Anche i Verdi danesi, raccolti nella cosiddetta Lista Unità (Enhedslisten), hanno visto diminuire il proprio consenso al 2,4% (-0,3% rispetto al 1998).
L'unico partito della sinistra che ha aumentato i voti è stato quello Liberal Radicale (Det Radikale Venstre), arrivando al 5,2% con un aumento dell'1,3% rispetto al 1998.

Nel centro destra, consistente è stata la vittoria elettorale dei Liberali (Venstre), primo partito in Danimarca, con il 31,3% del consenso popolare, pari al 7,3% in più rispetto alle ultime elezioni.

I due partiti membri del Partito Popolare Europeo, i Conservatori (Det Konservative Folkeparti) ed i Popolari Cristiani (Kristelig Folkeparti), hanno avuto lievi movimenti elettorali rispetto al 1998. I Conservatori sono aumentati dello 0,2%, raggiungendo il 9,1% dell'elettorato, ed i Popolari Cristiani sono diminuiti altrettanto (-0,2%), scendendo al 2,3%.

Gli altri partiti del centro destra hanno avuto i seguenti risultati: il Centro Democratico (Centrum Demokraterne) ha subìto un notevole ridimensionamento, perdendo più della metà dei propri voti (dal 4,3% del 1998 all'1,8% del 2001), ed il Partito Popolare Danese (Dansk Folkeparti), di estrema destra, ha guadagnato invece ben il 4,6% arrivando al 12% dei consensi.

Complessivamente il centro destra danese ottiene 98 seggi, la sinistra 77, senza i suddetti 4 seggi della Groenlandia e delle Isole Feroe. La distribuzione dei seggi al Folketinget (il Parlamento danese) è la seguente:
per il centro destra

  • Liberali: 56 seggi
  • Partito Popolare Danese: 22 seggi
  • Conservatori: 16 seggi
  • Popolari Cristiani: 4 seggi
    per la sinistra
  • Socialdemocratici: 52 seggi
  • Partito Popolare Socialista: 12 seggi
  • Liberali Radicali: 9 seggi
  • Lista Unità: 4 seggi

    Il risultato elettorale del 20 novembre consente, per la prima volta dal 1929, al centro destra di governare attraverso una maggioranza numericamente rilevante.

    La Danimarca costituisce il secondo Paese scandinavo che vira il proprio orientamento politico verso il centro destra: la Norvegia è guidata da un mese dal democristiano Bondevik con un governo di coalizione tra democristiani, conservatori e liberali. Come, molto probabilmente, anche in Danimarca tra poche settimane.

    Anche in Danimarca il voto è stato condizionato dalla nuova situazione internazionale e dagli effetti del terrorismo sulla vita ed i costumi delle società democratiche. Questo scenario spiega l'affermazione del partito di destra Dansk Folkeparti, che inevitabilmente condizionerà il nuovo governo.


    Francesco Butini
    22 novembre 2001



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