L'UPD ( Unità per una Presenza Diversa) è il movimento di ispirazione cattolica fondata nel 1976 da un gruppo di amici consiglieri comunali che, richiamandosi ai principi ideali della DC, si appellò direttamente all'elettorato cattolico affinché si iniziasse un'azione tesa a rinvigorire il Partito liberandolo dal condizionamento di alcune componenti interne e a garantire una seria opposizione all'interno delle istituzioni.
Da allora l'UPD, nel corso degli anni, coerente con i principi che la ispirano, è sempre intervenuta nella vita pubblica con delle " Proposte" che rivendicano i principi di tutela dei cittadini e della partecipazione popolare alla vita politica del Paese, denunciando l'inoperosità e la cattiva amministrazione.
In questi giorni l'UPD ha dato il via alla ristampa della pubblicazione di un libretto edito nell'aprile del 2006 che riporta i testi delle 4 "Proposte" corredate dalle foto e dagli articoli di giornali che le accompagnarono.
Questa pubblicazione, oltre a costituire un puntuale resoconto dell'attività dell'UPD, finisce per essere una lucida esposizione delle inquietudini, dei disagi che l'Italia ha subito e subisce in questi ultimi anni a causa di gestioni politiche di parte ed assolutamente lontane dalle vere esigenze del Paese.
" Proposta 4" è il titolo della pubblicazione ed il testo di questa, che apre la raccolta, costituisce una disamina delle problematiche sociali attuali essenziale per una seria loro valutazione. L'Associazione Nazionale dei Democratici Cristiani, non può non trovarsi d'accordo con i rilievi e le determinazioni che la "Proposta 4" contiene in una lucidità di vedute che rilancia pienamente gli ideali della programmazione democristiana.
Per questo motivo riportiamo i fondamentali passaggi della "Proposta 4" affidandoli alla riflessione dei lettori.
"In questo particolare momento politico, caratterizzato dalla necessità di un'affermazione dei valori e della partecipazione popolare, gli amici dell'UPD si pongono in prima fila per denunciare lo stravolgimento imminente e gridare per un ritorno della democrazia di partecipazione e alla tutela del territorio ove viviamo.
Il gruppo, con l'intento di definire un nuovo punto di incontro tra movimenti, gruppi ed associazioni che si riferiscono ad una politica di centro, si fa promotore di un'area di riflessione e di confronto rivolta però non soltanto al centro come espressione di sintesi e di proposta delle questioni proprie del campo politico. Il Gruppo, non intende, infatti, solo convogliare le energie e le intelligenze di omogenea sensibilità in uno stesso condiviso contesto, ma si propone altresì una lettura degli avvenimenti che anteponga l'uomo alle organizzazioni, individuando come irrinunciabile traguardo la piena affermazione della dignità umana contro la crescente articolazione di interessi particolari, inclini a privilegiare le convenienze solo di una parte, indifferenti alla realizzazione di una società che si dà come valore primario il perseguimento del bene comune.
L'UPD rivolge un appello a tutti gli italiani, prima ancora che ai governanti, ed in particolare a tutti coloro che hanno creduto, ed ancora credono, nei valori della dottrina sociale cristiana che hanno trovato piena applicazione con l'impegno di uomini volenterosi, al fine di accendere una approfondita discussione sul futuro dell'Italia considerata la particolare realtà politica che la nazione attraversa in presenza della necessità di una riqualificazione delle classi dirigenti.
Il dovere di tutti è stato, è e resta quello di contribuire ad un progetto di crescita del nostro Paese, raccogliendo ovunque menti, coscienze civili e intelligenze di ogni individuo che non vuole continuare a vivere accecato dalle difficoltà create da un erronea politica e fugge dal rischio di una sinistra alternativa deludente e senza programma.
A richiederlo sono elementari esigenze di vita che oggi più di allora frustrano il futuro delle classi giovanili, della famiglia, dei lavoratori, dei professionisti e delle coscienti menti imprenditoriali.
Molto è stato fatto ma le attese riforme hanno lasciato spazio all'impreparazione professionale dei promotori e ai loro interessi personali.
L'economia familiare è distrutta sotto il peso di inaccettabili costi che necessitano di interventi.
I figli più accorti e coscienziosi sono vittime insoddisfatte di contratto a tempo determinato o a progetti che negano loro un futuro, una famiglia e una casa.
L'ordinamento giudiziario è stravolto là dove non necessita di interventi necessari e immutato là dove servirebbe, aumentando il conflitto tra poteri dello stato a discapito del comune cittadino che chiede tutela dei diritti e applicazione di legge.
Le professioni si chiudono a riccio schiudendosi ad alternative storicamente antitetiche e serrando i ranghi alle nuova classi.
Le scienze e la medicina sono messe a repentaglio da referendum elettorali che conducono allo scempio di erronee leggi e dei valori in cui abbiamo creduto e crediamo.
L'ultima consultazione referendaria ha nuovamente messo in evidenza la strumentazione politica dello strumento partecipativo, concludendosi con l'incontestabile vittoria degli amici legati dal comune credo ma militanti in coalizioni separate, a discapito dei quesiti in esame necessari di maggior attenzione".
Carlo Pistilli
Agenzia di stampa democraticicristiani
N. 1-2 2007