Quella notte con la neve 

La scorsa settimana sono rimasto bloccato a casa dei miei per colpa della neve. Mai vista una bufera del genere, cadevano dei fiocchi grandi quanto una mano, quasi, e in un batter d’occhio ci siamo trovati praticamente sommersi da capo a piedi. Le strade erano veramente inagibili, e per dirlo io che sono abituato a guidare in queste condizioni, vuol dire che lo erano e anche tanto!

Insieme a me sono rimasti bloccati anche mio fratello e mia cognata con la mia nipotina, una bella bimba di 3 mesi che assomiglia tutta a sua madre. Sono due gocce d’acqua, cosa che mio fratello detesta che gli si faccia notare – inutile dire che lo faccio in continuazione, aggiungendo menomale assomiglia a lei, almeno è bella.

Il problema è che, dormendo nelle stesse stanze in cui dormivamo da bambini, ci siamo trovati a dover sistemare tutto al meglio. Loro due in camera di mio fratello, io nella mia con la bambina e il monitor baby angel care sul comodino. Lei è stata bravissima, tutta la notte ha dormito senza fare neppure un lamento, ma mio fratello si è dimostrato il solito ansioso.

Ogni due o tre ore si alzava per venire a controllare se era tutto ok, perché gli sembrava di aver sentito un rumore provenire dall’unità genitore che era in camera sua. Ovviamente, meglio prevenire che curare, anche io ho dormito con un occhio aperto per paura che la bambina avesse bisogno di qualcosa, ma alla fine si è rivelata un vero angioletto.

È stato un week end fuori dal normale, incentrato non sul dolce dormire, cosa che di solito adoro fare, ma alla famiglia, alla mia famiglia che amo con tutto il cuore!

Se il buongiorno si vede dal mattino…

Ultimamente mi trovo a pensare molto al se il buongiorno si vede dal mattino. E’ proprio vero, una giornata che comincia male, finisce anche peggio, sono rare quelle volte in cui in effetti si ha una svolta fortunata e felice. Stamani, per esempio, mi stavo preparando con una precisione maniacale per un appuntamento di lavoro davvero importante. Lavoro come rappresentante per una multinazionale, dovevo andare a parlare con uno dei clienti più grandi che abbiamo al momento sotto mano, per cui mi sono svegliata mezz’ora prima del solito – e già io mi sveglio molto presto – per poter fare tutto con calma.

Mi sono lavata i capelli e mentre tenevo su la maschera rigenerante da dare dopo il lavaggio, ho fatto colazione. Sono poi andata in camera per scegliere i vestiti, ho preso dall’armadio un tailleur davvero carino, molto semplice ma di classe, da abbinare a un paio di stivaletti neri laccati. Sono poi andata in bagno, mi sono pettinata bene i capelli, ho messo la crema sul viso e sul corpo e ho preso i phon professionali. Non funzionava. Non si accendeva. Non emetteva segni di vita.

Panico. E ora? Non sapevo cosa inventarmi, i miei capelli stavano iniziando ad assomigliare al manto di un barboncino, essendo di natura, purtroppo, molto crespi. In un black out totale da parte della mente, ho scelto di adottare una soluzione drastica, che sapevo benissimo avrebbe avuto le sue conseguenze. Ho fatto scaldare la piastra per capelli e li ho asciugati coi ferri roventi, probabilmente una delle cose peggiori da poter fare alla propria chioma. Ma avevo scelta? L’appuntamento si avvicinava sempre di più, dovevo ancora vestirmi e truccarmi e la mia testa assomigliava a un cespuglio incolto.

Sono riuscita a ottenere un effetto decente, piangendo quasi per la salute dei miei capelli alla quale tengo più della mia, mi sono preparata velocemente e sono uscita di casa. Non partiva neanche l’auto. Per fortuna l’autobus che avrei potuto prendere sarebbe passato dalla fermata davanti casa in cinque minuti, mi sono fiondata sopra, senza neanche il biglietto, pregando che almeno non salisse il controllore. E ovviamente è salito, mi ha fatto la multa e mi ha pure guardato male i capelli.

Almeno l’incontro è andato bene.

Il mio amico ventilatore

Il caldo è il mio nemico numero uno. Soffro di pressione bassa, non è difficile immaginare il perché di questa mia dichiarazione di astio; per di più lavoro in banca, sono costretto a portare giacca, cravatta e camicia in tutte le stagioni e con qualsiasi temperatura. A tal proposito vorrei chiedere a chi produce gli abiti: con quale criterio li differenziate tra invernali ed estivi? Non è che se non c’è della lana, allora automaticamente ci troviamo di fronte a una giacca estiva!

Io poi ho sempre odiato le cravatte, il giorno della mia comunione mia madre mi mise in punizione perché durante il ricevimento avevo buttato la cravatta nel wc. Questo giusto per far capire come sia stabile e amichevole il mio rapporto con quelle cose del male.

Ma siccome sono un ottimista di natura, adoro guardare la cosa da un altro punto di vista: non c’è niente di più soddisfacente che tornare a casa, togliersi quegli abiti malvagi e mettersi davanti al ventilatore. Il ventilatore è il mio migliore amico, giuro, forse perché come ogni amico che si rispetti mi protegge dal mio nemico numero uno.

Col tablet sul letto e un ventilatore puntato addosso, ecco la mia idea di perfezione. Stavo tra l’altro controllando la mail quando una proposta commerciale mi stava tentando con il messaggio materassi in memory. Poi ho riflettuto: per essere migliori per me dovrebbero avere un ventilatore integrato. Sarebbe la svolta del secolo, forse dovrei brevettarla una cosa del genere, perché penso che in molti apprezzerebbero l’idea.

Anzi, potrei applicare la regola a tutti i prodotti d’uso quotidiano: un ventilatore nello smartphone, uno nel tablet, uno anche nel pc. Un mondo fatto di ventilatori dove il caldo non esiste più, né esistono più le cravatte: questo è il mio mondo ideale!

Compleanno e calorie

E’ appena passato il mio compleanno e non posso che ritenermi soddisfatto del bottino di generosità che famigliari e amici hanno deciso di recapitarmi. Due giorni di festeggiamenti assolutamente inaspettati, che non vivevo da molti molti anni. Purtroppo, quando uno compie diciotto anni di solito fa un party gigantesco in stile hollywoodiano, almeno qui nella mia città, e spende tutto ciò che può permettersi finendo per non fare più nulla per molto tempo.

Ne ho fatti trenta, ennesimo traguardo importante nella vita di ogni persona. Soprattutto di uno che se ne sente ancora quindici dentro, che preferisce passare il tempo libero a giocare all’X-Box. Non ho una moglie, non ho dei figli, i miei continuano a mettermi furia e pressione addosso affinché trovi la prima e faccia i secondi, ma onestamente non è nelle mie attuali priorità.

Da un annetto circa mi sono anche messo a dieta perché sono sempre stato piuttosto in sovrappeso, dovrei buttare giù altri 7 kg per essere in peso forma. Non mi sono mai privato più di tanto di piaceri per il palato, certo, non vado da McDonald’s quando non so dove pranzare o cenare, perché piuttosto mi metto a brucare l’erba del parco, però una pizza alla settimana, almeno, me la concedo, e anche qualche altro sfizio. Conoscendo la mia passione per il pane e la Nutella, quest’anno la mia torta di compleanno è stata un gigantesco sfilatino straboccante Nutella lievemente calda . E per compensare le calorie della cena di auguri, il mio migliore amico e la sua ragazza mi hanno regalato una fascia cardio Garmin così puoi ammazzare i sensi di colpa. Mio fratello mi ha regalato invece l’abbonamento a Runtastic per un anno, quindi, in estrema sintesi, qui mi vogliono far correre in tutti i modi.

E’ tempo di una pausa 

Ci sono tanti momenti nella vita in cui si dice basta, adesso mi fermo e mi prendo una pausa. Può essere una pausa inerente allo studio, al lavoro, a una relazione con un partner che si tramuta in qualcosa di troppo spinoso e difficile da gestire. Ecco, adesso la pausa me l’hanno chiesta i miei capelli.

Dire che abuso della piastra per capelli sarebbe riduttivo, ho iniziato a utilizzarla quando avevo quattordici anni, e nonostante sia passato molto tempo ho avuto la pessima abitudine di continuare a ripetere l’errore giorno dopo giorno. Inutile sottolineare che consiglio vivamente a tutti di NON fare come ho fatto io. Di per sé la piastra non rovina i capelli, assolutamente no, è un mito da sfatare: chi li rovina, è chi li tratta male.

Sapete cosa facevo quando ero piccola? Premettendo che ho i capelli molto lunghi, fino al sedere, da adolescente – che, come tale, non ascoltava i consigli della propria madre – praticamente asciugavo la mia chioma dopo il bagno, direttamente con la piastra. Mia madre aveva comprato una piastra che millantava di asciugare e lisciare contemporaneamente, io ho visto in quel semplice oggetto da utilizzare ogni giorno un alleato, quando in realtà avrei dovuto vederci una minaccia.

Sono arrivata ad avere dei capelli terrificanti, la mia parrucchiera me lo ha sempre detto guarda, posso farti tutte le maschere per capelli che vuoi, ma se non la smetti di asciugarteli con la piastra rimarrai pelata. E quando ho iniziato a vedere i capelli, troppi capelli, venirmi via tra le mani quando li toccavo, ho capito che era il tempo di prendermi una pausa. Dalla piastra? Purtroppo sì, ma più che altro dalle brutte abitudini!

Un anno per tornare in forma

Mi sono dato una scadenza per ritornare in forma, fra un anno esatto voglio avere il corpo che ho sempre avuto e desiderato, basta scuse di qualsiasi tipo.

Ho iniziato a ingrassare per un motivo semplicissimo, mangiavo qualsiasi cosa potessi trovare sul mio cammino. Dopo una cura a base di cortisone mi sono ritrovato ancora più gonfio e ho notato subito l’affaticamento durante le azioni quotidiane più banali, fare le scale mi spezzava e mi spezza tutt’ora il fiato, per cui è il momento di dire basta.

Il mio dottore è molto preoccupato per la mia salute, sono per l’appunto anche un fumatore, a un passo dall’obesità e con un indice di massa corporea pericoloso per la mia età. Ho perso qualche chiletto negli ultimi mesi, grazie alla dieta, e mi è stato fortemente raccomandato di dedicarmi a un po’ di attività fisica che non metta troppo sotto sforzo corpo e cuore.

Il dottore mi ha consigliato di utilizzare il vogatore, un attrezzo che consente di allenare in maniera omogenea ed efficace tutto il corpo.
I muscoli dovrebbero essere sempre in tensione, per cui con questo attrezzo dovrei poter tonificare e potenziare allo stesso tempo. Inoltre sto cercando qualche parco vicino alla mia casa dove andare a fare qualche camminata quotidiana, tempo permettendo, per ora mi sono ripromesso di utilizzare l’auto in maniera contenuta, preferendo piuttosto i mezzi pubblici e quattro passi per andare a lavoro.

E’ dura, specialmente se ripenso a come ero attivo e informa fino a qualche tempo fa. A prendere tutti questi chili ci ho messo pochissimo, per perderli mi ci vorrà almeno un anno, stando alle previsioni del medico. Ce la farò? Penso di sì, la motivazione non mi manca, voglio potermi migliorare al massimo per vivere in forma e possibilmente il più a lungo possibile.